Cercare lavoro in Europa

Rispondere alle domande

Preparatevi bene alle possibili domande che potrebbero esservi rivolte. Molto probabilmente la maggior parte delle domande riguarderà la vostra esperienza, le vostre competenze e la vostra motivazione. Convincete il vostro interlocutore che siete molto motivati a ottenere il lavoro. Spiegate in che modo i vostri punti di forza e i vostri interessi ricalcano le caratteristiche ricercate dal datore di lavoro. Rispondete alle domande in modo completo ma conciso. Parlate soltanto di fatti che potrebbero interessare al datore di lavoro. Siate cortesi, onesti e professionali. Non mentite.

Siate chiari e concisi nelle risposte e non utilizzate espressioni gergali o sigle. Tra le domande tipicamente formulate durante un colloquio di lavoro figurano le seguenti:
  • Perché è interessato (interessata) a questo lavoro?
  • Quale contributo può dare alla nostra società?
  • Mi dica qualcosa di sé. Chi è lei?
  • Quali sono i suoi punti forti e i suoi punti deboli?
  • Perché vuole lavorare in questo paese?
  • Per quanto tempo intende fermarsi in questo paese?
  • Perché ha lasciato il suo ultimo lavoro?
  • Le sue qualifiche sono adatte al lavoro che le offriamo?
Aspettatevi di dover fornire esempi pratici per dimostrare la vostra motivazione e le vostre competenze.

Domande insidiose

Cercate di gestire le domande relative ai vostri punti deboli o a eventuali qualifiche non appropriate in maniera diplomatica, provando a presentare le vostre debolezze come punti di forza. Controbilanciate le esperienze negative fornendo svariati esempi di esperienze positive e di situazioni che siete riusciti ad affrontare con successo.

Preparatevi in anticipo le risposte alle domande formulate per capire i motivi che vi hanno spinti a lasciare un lavoro o un precedente datore di lavoro. Esercitatevi con familiari e amici, i quali dovrebbero dirvi in tutta sincerità se la vostra risposta suona convincente.


Domande personali

Alcuni colloqui potrebbero spaziare su argomenti di carattere non professionale. Nonostante ciò, alcune sfere sono considerate private e i candidati non devono sentirsi obbligati a rispondere a questo genere di domande. In tutti i paesi esistono leggi antidiscriminazione conformi alla normativa dell’Unione europea concernenti l’orientamento sessuale, l’età, la disabilità, la razza o l’origine etnica e le convinzioni religiose. Altre sfere che non devono essere trattate durante un colloquio sono le opinioni politiche, lo stato di salute, lo stato civile o i progetti familiari. Se durante il colloquio emergono questo tipo di domande, vi consigliamo di chiedere: «Qual è il nesso tra questa domanda e il lavoro per cui sto presentando la mia candidatura?».


Fare domande

In generale, se avete delle domande tenetele per la parte finale del colloquio. Potreste essere interessati a conoscere: la struttura dirigenziale dell’azienda; una tipica giornata lavorativa di un dipendente che ricopre quella posizione; la data entro cui sarà comunicato l’esito del colloquio; i programmi di formazione e qualificazione del personale pianificati dall’azienda.


Discutere il trattamento economico

L’opportunità o meno di discutere il trattamento economico dipende dal paese e dalla posizione per la quale ci si candida (per suggerimenti specifici al riguardo si rimanda ai capitoli dell’opuscolo dedicati ai singoli paesi). Se avete dei dubbi, aspettate che sia il datore di lavoro a sollevare la questione. Evitate di esporre le vostre aspettative economiche durante il primo colloquio. In molti paesi è consuetudine aspettare che il datore di lavoro offra una posizione nella sua azienda prima di affrontare il tema del trattamento economico (retribuzione e altri emolumenti).

Potreste avere più opportunità per parlare del trattamento economico in un’azienda di piccole dimensioni, perché in genere le grandi società e istituzioni hanno una tabella retributiva fissa.

Il fatto che la retribuzione sia espressa in ore, giornate, mesi o anni dipende dai settori e dai paesi. Per maggiori informazioni consultare i capitoli dedicati ai vari paesi.

© Unione europea, 2014

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