Lavorare in Europa

Paese

Repubblica ceca - lavoro

Lingue ufficiali: ceco
Forma di governo: repubblica parlamentare
Popolazione: 10,5 milioni
Capitale: Praga
Moneta: corona ceca (CZK)
Membro dell’UE o del SEE: UE
Prefisso telefonico: +420
Codice Internet: .cz

Perché questo paese?

Il paese, formato dagli antichi territori di Boemia e Moravia, si trova al crocevia delle culture europee. La sua spettacolare capitale, Praga, è un centro artistico particolarmente vivace, mentre la campagna è punteggiata di castelli, antichi borghi storici e città termali.

La crisi economica ha colpito molte aziende ceche. Alcuni settori, tuttavia, come le costruzioni e i servizi, hanno retto relativamente bene all'impatto della crisi. I tassi di disoccupazione sono molto diversi da regione a regione: nel nord e a est la disoccupazione è molto più alta rispetto a Praga e nella fascia centrale del paese, che godono ancora del costante interesse degli investitori stranieri e sono meta di un elevato numero di turisti. I profili ricercati più di frequente sono manodopera nel settore della ristorazione, addetti alle vendite, agenti di commercio, addetti alla sicurezza, autotrasportatori, ingegneri e tecnici qualificati, operatori macchine.


Cercare lavoro

I posti vacanti sono pubblicizzati presso l'ufficio di collocamento e dai datori di lavoro, anche se nella Repubblica ceca molti datori di lavoro si avvalgono dei servizi di agenzie di collocamento private; registrandosi a tali agenzie è possibile ricevere le offerte di lavoro.

Suggerimenti per i candidati

Rispondete il prima possibile all'offerta di lavoro che vi interessa, tenendo conto dei criteri menzionati nell'avviso di posto vacante. Vorrete senz'altro catturare l'inte­resse del datore di lavoro e il primo contatto con quest'ultimo è molto importante.

Se rispondete mediante posta elettronica, inviate una lettera di accompagnamento non più lunga di una pagina e un CV ben strutturato. Non inviate la candidatura dalla casella di posta del vostro attuale datore di lavoro, non utilizzate indirizzi di posta elet­tronica con un soprannome e non inviate e-mail di massa.

Nell'oggetto del messaggio indicate, per esempio, la posizione vacante e nel corpo del messaggio descrivete chiaramente il contenuto degli allegati. Inviate il curricu­lum vitae come allegato.

È normale accludere una fotografia al CV?

Sì, si tratta di una pratica comune.

Le candidature scritte a mano sono più apprezzate?

No, è indifferente se le candidature sono scritte a mano o digitate al computer. Se scrivete a mano, assicuratevi che la vostra scrittura sia leggibile.

Il modello Europass per il CV è diffuso e accettato?

Sì, si tratta del modello preferito.

Contattare il datore di lavoro via telefono

Se decidete di contattare il datore di lavoro telefonicamente, abbiate l'accortezza di farlo all'inizio della giornata di lavoro. Cercate di parlare con la persona responsabile del vostro campo. Preparatevi alle domande del datore di lavoro e assicuratevi di avere a portata di mano una penna, un blocco per appunti e il vostro CV. Rispondete alle domande in modo conciso e pertinente e chiedete un appuntamento. Fate il possibile per accettare la data e l'ora proposte.

È necessario inviare i diplomi insieme alla candidatura?

No, in genere i diplomi e altri certificati vengono visionati durante il colloquio. Di norma le copie dei diplomi e dei documenti devono essere trasmesse dopo la firma del con¬tratto di lavoro.

Occorre presentare referenze, lettere di raccomandazione o una prova di buona condotta?

Le referenze o le lettere di raccomanda­zione non sono solitamente richieste. I datori di lavoro verificano le informazioni sugli ultimi lavori dei candidati telefonando al loro precedente datore di lavoro.

La prova di buona condotta in genere è richiesta per alcune tipologie di lavoro come gli insegnanti, i giudici o gli agenti di polizia. Si tratta di un certificato rilasciato dal ter­minale nazionale per la compilazione e la verifica delle informazioni (Czech POINTs). Una rete di centri amministrativi pub­blici assistiti in cui i cittadini possono otte­nere informazioni sui dati che li riguardano custoditi nei registri centrali dello Stato.

Tempo intercorso solitamente tra la pubblicazione dell'avviso di posto vacante e l'inizio dell'attività lavorativa

Non c'è una regola fissa. L'avviso di posto vacante può riportare una data di inizio precisa oppure questa data può essere concordata tra il datore di lavoro e il candidato.

Prepararsi al colloquio

I selezionatori si aspettano che i candidati conoscano l'azienda (struttura societaria, ambito di attività) e i dettagli della posi­zione offerta. Chiederanno ai candidati per­ché vogliono lavorare in quell'azienda in particolare. I candidati devono anche essere preparati a rispondere a domande relative alle loro conoscenze specialistiche e a qua­lunque altra qualifica (qualità personali, capacità di lavorare individualmente o in gruppo, affidabilità, adattabilità, esperienze precedenti ecc.). Per conoscere la persona­lità di un candidato, alcuni datori di lavoro richiedono anche il superamento di alcuni test psicodiagnostici.

II tipo di colloquio più diffuso è quello per­sonale. Tuttavia il primo ciclo di colloqui potrebbe avvenire via e-mail. L'utilizzo da parte dei selezionatori dei nuovi mezzi di comunicazione è soltanto agli inizi.

Suggerimenti relativi all'abbigliamento

L'abbigliamento deve essere adeguato alla posizione per cui ci si candida. Per gli uomini si raccomanda in genere un abito scuro, una cravatta a tinta unita, scarpe in pelle di buona qualità e una ventiquattr'ore. Per le donne un tailleur sobrio, nel binomio giacca e gonna (altezza ginocchio) o giacca e pantalone, abbinato a un paio di scarpe decolleté, un trucco discreto e una pettinatura che valorizzi la persona. Per quanto riguarda i gioielli, si possono por-tare soltanto se usati come accessori all'abito: una piccola spilla, una collana fine e piccoli orecchini.

Chi parteciperà al colloquio?

Di norma, da uno a tre interlocutori.

Bisogna stringere la mano?

Si, si tratta di una pratica comune.

Esiste una struttura tipica per il colloquio di lavoro?

La maggior parte dei colloqui inizia con una breve conversazione di presentazione in cui vengono chieste informazioni personali. Segue una serie di domande che aiutano il responsabile del personale a ottenere infor­mazioni più dettagliate sul candidato, sulle sue aspettative e sui suoi obiettivi pro­fessionali. Queste domande vertono pre­valentemente sul percorso formativo e sull'esperienza lavorativa. La parte succes­siva del colloquio riguarda la posizione inte­ressata. Al candidato vengono cioè fornite informazioni sulla società, sulle relazioni interne e sull'ambiente di lavoro.

Le domande più frequenti sono: Può par­larci brevemente di sé? Che cosa si aspetta da un lavoro all'interno della nostra società? Perché pensa che faremmo bene ad assu­merla? Perché ha lasciato il suo ultimo lavoro? Che cosa ha fatto nel periodo in cui non ha lavorato? Quando può iniziare a lavorare? Quali sono le sue aspettative in termini di trattamento economico? È dispo­sto a fare straordinari?

L'ultima parte del colloquio può riguar­dare domande di natura non professio­nale oppure è possibile che al candidato venga dato del tempo per spiegare la pro­pria motivazione nei confronti del lavoro e per mostrare le proprie competenze e cono­scenze. È importante mostrarsi sicuri di sé e interessati al lavoro e alla società. È bene lasciare che sia il selezionatore a sollevare la questione del trattamento economico, cosi come è opportuno aspettare che sia il selezionatore a dichiarare l'interesse della società ad assumervi.

Quando si può considerare "inappropriata" una domanda?

Le norme antidiscriminazione sono integrate nella legislazione nazionale (per esempio, nel codice del lavoro, nella legge sull'occupazione ecc.). Non è permesso al datore di lavoro fare domande sull'orienta¬mento politico, l'appartenenza a un partito politico, le convinzioni religiose, la situazione familiare e lo stato patrimoniale, lo stato civile o l'unione con un partner.

Discutere il trattamento economico (retribuzione e altri emolumenti)

Se siete intenzionati a discutere di retribu­zione, è necessario che siate informati su salari e stipendi, perché la retribuzione può essere diversa da ruolo a ruolo e da luogo a luogo. È più facile contrattare la retribuzione con un datore di lavoro privato e di piccole dimensioni. Nelle grandi società, nell'ammi­nistrazione statale o pubblica o nelle istitu­zioni vincolate da limiti di bilancio, la tabella retributiva è generalmente fissa. La retribu­zione è espressa in tariffe orarie o mensili, raramente in cifre annuali, se non nel caso delle posizioni degli alti dirigenti.

Le regole per le ferie retribuite sono fissate nel codice del lavoro, ma possono essere modificate da un accordo tra il datore di lavoro e i sindacati. In alcuni casi si possono negoziare i premi annuali e le condizioni di lavoro, soprattutto nel caso dei contratti dei dirigenti.

Possono essere offerti altri contributi sotto forma di premi (per esempio, la possibilità per i dipendenti di acquistare prodotti della società scontati, buoni pasto, buoni per tea­tri e piscine, buoni sconto e indennità per ferie non godute). Esistono margini di con­trattazione tra il datore il lavoro e il sinda­cato aziendale.

È previsto un periodo di prova?

Il periodo di prova non è legale. I dipendenti devono avere un contratto ed essere retribuiti per qualsiasi attività svolta.

Quanto dura il periodo di pratica professionale standard?

Il lavoratore o il datore di lavoro può recedere dal contratto in qualsiasi momento durante il periodo di pratica professionale, che può durare al massimo 3 mesi (6 mesi per i dirigenti). Può essere possibile ridurre la durata di questo periodo (ossia prevedere un periodo di pratica professionale inferiore a 3 mesi). In genere, i candidati accettano la proposta dell'azienda.

Il datore di lavoro rimborsa le spese sostenute dai candidati per partecipare al colloquio di lavoro?

No, non è consuetudine.

Quando viene comunicato l'esito del colloquio?

I candidati sono informati della decisione assunta dal datore di lavoro qualche tempo dopo il colloquio di lavoro (la risposta dovrebbe essere fornita per iscritto). Se l'esito è positivo e il candidato decide di accettare il lavoro, costui deve contattare il responsabile del personale (direttore delle risorse umane) della società, comunicargli la sua decisione e concordare una data d'inizio nonché discutere altri dettagli importanti del contratto d'impiego.

Responso e fasi successive

I candidati esclusi possono chiamare per conoscere i motivi dell'esclusione, benché ciò non accada frequentemente.

Con quanto anticipo è opportuno presentarsi al colloquio?

In genere non sono tollerati ritardi da parte del candidato che deve presentarsi al colloquio di lavoro. Di norma sono accettati 5 minuti, non di più.

ultima data di modifica: 2014-09-29 14:55:10

© Unione europea, 2014

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